Il terremoto? Lo annunciano le onde elettromagnetiche

Il terremoto? Lo annunciano le onde elettromagnetiche

SAN MARTINO BUON ALBERGO. Installata a Ferrazze la prima antenna capace di rilevare i cosiddetti segnali precursori
I radioamatori: «I dati, una volta raccolti, saranno affidati a sismologi esperti. Il progetto non ha la pretesa di prevedere gli eventi sismici»

22/09/2010
 
 
 

I due radioamatori Ari lavorano all’antenna loop FOTO AMATO

Sono cominciati da alcuni giorni e procedono spediti i lavori all’ex scuola elementare di Ferrazze per montare, entro fine mese, la prima delle venti stazioni italiane che partecipano al progetto Fesn-Ari, cioè promosso dal Friuli Experimental Seismic Network in collaborazione con l’Associazione radioamatori italiani per il monitoraggio dei precursori sismici elettromagnetici.
«Si tratta di un progetto di raccolta dati per quanto riguarda le stazioni Ari e di un progetto di studio affidato poi ad esperti sismologi, ma non ha alcuna pretesa di previsione degli eventi sismici», precisano i volontari della sezione Ari Verona Est che stanno lavorando sul montaggio.
A Ferrazze, messa a disposizione dall’amministrazione comunale, che ha destinato alcuni locali dell’ex scuola all’Ari, c’è la prima delle 20 stazioni, distanti approssimativamente un centinaio di chilometri l’una dall’altra, per creare una rete di rilevamento e comunicazione omogenea in funzione 24 ore su 24 che si affiancherà a quella già esistente in Friuli, attivata dal Fesn da una decina d’anni.
Ogni stazione è composta da un’antenna «loop» (a occhiello) del diametro di 120 cm, formata all’interno da un’infinità di spire, posizionata a due metri dal terreno e a 30 cm dal muro della scuola, lontana da insediamenti industriali che producano segnali elettromagnetici di interferenza. Riceve frequenze radio molto basse (da 10 a 10mila Hertz), segnali elettromagnetici che si generano nel sottosuolo dalla compressione e dalla spinta delle rocce. Una volta catturati sono trasferiti a un convertitore da analogico a digitale e presi in carico da un software specifico che li invia su linea Adsl al centro capomaglia, dove vengono archiviati e analizzati.
È merito dei radioamatori essere riusciti a realizzare il software e l’hardware, partendo dai lavori del professor Ezio Mognaschi dell’università di Pavia, che aveva dimostrato in laboratorio la genesi di segnali elettromagnetici per fratture molecolari delle rocce o secondo altri studiosi per la tensione elettrica che si crea per la compressione dei cristalli (teoria della piezoelettricità).
La scienza conosce e accetta diversi tipi di precursori sismici, che però da soli non sono in grado di dimostrare con sufficiente attendibilità, tempi e luoghi delle località coinvolti dalle energie rilasciate dai terremoti. Sono considerati precursori sismici le variazioni di velocità delle onde P (primarie), delle emissioni di gas random, di conduttività elettrica del suolo; i fenomeni di subsidenza positiva o negativa (innalzamento o abbassamento) del terreno; i segnali elettromagnetici di fondo ad ampio spettro in prossimità della zona di evento; i segnali elettrici rilevati con tecniche diverse anche lontano dall’epicentro; le sequenze sismiche; le variazioni di composizione chimica delle acque sorgive e del livello di ricezione di stazioni radio lontane in onde corte; l’accumulo di tensioni verificabili con spostamenti superficiali del suolo mediante stazioni Gps; le variazioni di polarizzazione delle particelle cariche della ionosfera. Lo studio dei precursori sismici elettromagnetici non ha costi rilevanti e può essere prolungato nel tempo: il fatto che l’Ari se sia assunto il compito della continuità della fornitura dei dati e anche parte delle spese (sono a carico di ciascuna sezione i 400 euro del costo dell’antenna Loop e il montaggio dell’apparecchiatura) è garanzia che il progetto ha futuro e darà delle risposte.

Vittorio Zambaldo

FONTE :L’ARENA.IT

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